Oratorio

Perché sia bello e gioioso vivere insieme come fratelli

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L’Oratorio nasce inizialmente – e così è definito nel Codice di Diritto Canonico – come un piccolo luogo di culto, distinto dalla chiesa, dove gruppi di fedeli o comunità si riuniscono per pregare e per compiere altre celebrazioni sacre. Lo stesso nome “oratorio”, che deriva dal latino “orare”, ossia “pregare”, indica la sua particolare natura.

Pian piano la fisionomia dell’Oratorio comincia a variare, a seguito di varie esperienze che sono rimaste indissolubilmente legate alla sua attuale struttura.

La prima di queste esperienze è l’Oratorio di San Filippo Neri, costituito a Roma intorno al 1550. Si tratta di una comunità di religiosi e laici – eretta in Congregazione nel 1575 da Papa Gregorio XIII – animati dal desiderio di vivere la carità sul modello del gruppo degli apostoli, con le finalità specifiche della preghiera, della lettura della Bibbia e dell’educazione dei ragazzi.

Un’altra esperienza significativa in tal senso è quella dell’Oratorio Canossiano, nato a Venezia nel 1831 con l’approvazione di Papa Gregorio XVI. È l’istituzionalizzazione dell’opera di Santa Maddalena di Canossa, la quale, agli inizi del 1800, fonda delle case per raccogliere le ragazze di strada di Verona e iniziarle alla vita cristiana e a una professione.

Particolarmente importante, in ordine alla nascita degli oratori in senso moderno, è l’esperienza dell’Oratorio di San Giovanni Bosco. Tutto comincia nel 1841, da una serie di incontri con i giovani nella sacrestia della chiesa di San Francesco d’Assisi a Torino, e trova la sua prima strutturazione nel giorno di Pasqua del 1846, quando l’Oratorio si stabilisce sotto una tettoia con un pezzo di prato.

Oggi, a partire principalmente dall’esempio di don Bosco, l’Oratorio è un luogo di aggregazione e di formazione sia religiosa sia umana.

Dal 2001 una serie di provvedimenti legislativi nazionali e regionali ha riconosciuto la “funzione sociale ed educativa svolta dagli oratori parrocchiali”, promuovendone e incoraggiandone, dunque, la costituzione.

A Joppolo Giancaxio l’Oratorio si sta costituendo come realtà organica finalizzata a promuovere la pastorale dei bambini, dei ragazzi, dei giovani, delle famiglie e del loro “insieme”.

Le sue finalità sono:

  1. creare un luogo di ritrovo e di incontro che non sia soltanto alternativo, ma che diventi nel territorio parrocchiale promotore di formazione umana e cristiana;

  2. consentire un più proficuo svolgimento della pastorale dei bambini, dei ragazzi, dei giovani e delle famiglie, nonché promuovere una pastorale di “insieme”, finalizzata all’incontro e al confronto delle diverse realtà coinvolte;

  3. costituire una realtà organica di supporto alle altre attività ordinarie e straordinarie della Parrocchia, capace di incidere anche nel tessuto sociale della Comunità;

  4. promuovere l’informazione e l’approfondimento su temi inerenti la vita sociale, la coscienza civica, la bioetica, la morale e la fede;

  5. organizzare laboratori creativi ed espressivi con l’obiettivo di stimolare e valorizzare le capacità personali e di gruppo;

  6. proporre e realizzare attività ricreative e ludiche per consolidare la fraternità e l’amicizia e per educare a un retto utilizzo del tempo libero;

  7. organizzare e gestire il “Grest” e altre iniziative simili nel corso dell’anno.

Il Consiglio di Oratorio che ne è l’organo rappresentativo e direttivo e ne promuove e cura le attività, come prevede lo stesso Statuto, si occupa di:

  1. ricercare e coordinare la disponibilità degli animatori, sia stabili sia occasionali;

  2. pianificare, attuare e verificare l’azione pastorale singola e congiunta dei diversi settori (bambini, ragazzi, giovani, famiglie);

  3. favorire l’intesa e la collaborazione con le altre realtà operanti in Parrocchia e con le altre attività pastorali;

  4. elaborare un programma informativo e formativo che preveda incontri con esperti, conferenze, dibattiti, tavole rotonde, cineforum, ecc.;

  5. programmare e seguire l’attività dei laboratori;

  6. promuovere l’animazione di momenti e giornate di fraternità;

  7. scegliere e proporre, d’intesa con gli altri animatori, il tema del Grest e coordinare le equipe organizzative ed esecutive.

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Sono graditi suggerimenti e proposte di qualsiasi genere, che è possibile rivolgere direttamente in Parrocchia o lasciare nell’angolo “Forza profetica nel territorio” della sezione “Agorà” del sito.

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  1. Pastorale dei bambini (fino alla 2ª elementare)

  2. Pastorale dei ragazzi (3ª elementare - 3ª media)

  3. Pastorale dei giovani (dalla scuola superiore in poi)

  4. Pastorale delle famiglie (dalla preparaz. al Matrim.)

  5. Pastorale di “insieme”

  6. Grest (GRuppo ESTate)

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