Cura pastorale degli infermi
Per fasciare le membra doloranti con il balsamo della grazia
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“Quando la Chiesa si prende cura degli infermi, presta servizio a Cristo stesso nelle membra sofferenti del suo Corpo mistico, e seguendo l’esempio del Signore Gesù, che «passò beneficando e risanando tutti» (At 10, 38), obbedisce al suo comando di aver cura dei malati (cfr. Mc 16, 18)”.
Queste parole, che aprono il Decreto con cui il 7 dicembre 1972 la Sacra Congregazione per il Culto Divino ha promulgato il “Rituale dell’Unzione e della cura pastorale degli Infermi”, esprimono chiaramente e inequivocabilmente l’altissimo valore che la Chiesa attribuisce all’attenzione speciale verso gli ammalati e verso quanti, per l’età avanzata o per altri motivi che generano sofferenza, hanno bisogno di sentire più fortemente la vicinanza della comunità credente.
Riguardo alla malattia e alla sofferenza e al loro significato nel mistero della salvezza, la stessa Congregazione, nelle premesse al Rituale, afferma: “Il problema del dolore e della malattia è sempre stato uno dei più angosciosi per la coscienza umana. Anche i cristiani ne conoscono la portata e ne avvertono la complessità, ma, illuminati e sorretti dalla fede, hanno modo di penetrare più a fondo il mistero del dolore e sopportarlo con più virile fortezza. Sanno infatti dalle parole di Cristo quale sia il significato e quale il valore della sofferenza per la salvezza propria e del mondo, e come nella malattia Cristo stesso sia loro accanto e li ami, lui che nella sua vita mortale tante volte si recò a visitare i malati e li guarì” (n. 1).
E aggiunge: “Rientra nel piano stesso di Dio e della sua provvidenza che l’uomo lotti con tutte le sue forze contro la malattia in tutte le sue forme, e si adoperi in ogni modo per conservarsi in salute: la salute infatti, questo grande bene, consente a chi la possiede di svolgere il suo compito nella società e nella Chiesa. Ma si deve anche essere pronti a completare nella nostra carne quello che ancora manca ai patimenti di Cristo per la salvezza del mondo, nell’attesa che tutta la creazione, finalmente liberata, partecipi alla gloria dei figli di Dio (cfr. Col 1, 24; Rm 8, 19-21). Non solo, ma i malati hanno nella Chiesa una missione particolare da compiere e una testimonianza da offrire: quella di rammentare a chi è in salute che ci sono beni essenziali e duraturi da tener presenti, e che solo il mistero della morte e risurrezione di Cristo può redimere e salvare questa nostra vita mortale” (n. 3).
Di fronte a queste sollecitazioni, l’intera Comunità ecclesiale è chiamata a sostenere quanti soffrono nel corpo e nello spirito. In particolare, poi, riconosce e attua alcuni ministeri e servizi, affinché le membra doloranti della Chiesa siano più opportunamente fasciate con il balsamo della grazia.
Il primo di questi servizi è la visita del Parroco per la Confessione e, più in generale, per l’esercizio del ministero della consolazione, una volta al mese e tutte le volte che se ne faccia esplicita richiesta da parte degli ammalati stessi o dei loro familiari.
A questo si aggiunge la S. Comunione, che viene portata dai Ministri Straordinari ogni domenica, ogni primo venerdì del mese e, su esplicita richiesta, tutte le volte che sia possibile.
Anche l’Unzione degli Infermi (che periodicamente, soprattutto in occasione delle celebrazioni per gli ammalati, viene amministrata comunitariamente e, quando necessario, singolarmente a chi lo richieda), conferisce all’ammalato la grazia dello Spirito Santo, così che, come si legge ancora nelle premesse del Rituale, “tutto l’uomo ne riceve aiuto per la sua salvezza, si sente rinfrancato dalla fiducia in Dio e ottiene forze nuove contro le tentazioni del maligno e l’ansietà della morte; egli può così non solo sopportare validamente il male, ma combatterlo, e conseguire anche la salute, qualora ne derivasse un vantaggio per la sua salvezza spirituale; il sacramento dona inoltre, se necessario, il perdono dei peccati e porta a termine il cammino penitenziale del cristiano” (n. 6).
Da qualche anno, inoltre, opera in Parrocchia l’Apostolato della Consolazione, che visita sistematicamente gli ammalati e cura, durante l’anno, alcune iniziative in loro favore.
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La visita del Parroco si svolge nei primi quattro giorni utili che precedono il primo venerdì di ogni mese, con il seguente calendario:
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Zona Curiale: Burgio Giuseppa - Sprio Maria - Giglione Maria Angela - Marchica Angela - La Zara Vita - Sacco Teresa - Argento Angela - Sacco Filippa - Mungiovì Giovanna - Giglione Antonina - Baumont Yvette - Dalfino Angela - Marchica Elena;
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Zone Calvario e Fontanazza: Vecchio Domenica - Infantino Giuseppa - Abissi Carmelo - Migliara Giovanna - Argento Rosina - Marchica Angela - Lo Dico Giovanni - Cacciatore Maria Carmela - Cuffaro Annunziata - Argento Angela - Latona Serafina - Fregapane Croce - Re Carmela - Argento Carmela;
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Zone Kennedy e Chiazza Picciula: Cuffaro Luigia - Giglione Francesca - Amodeo Giuseppa - Pistone Carmelo - Pistone Carmela - Scichilone Michele - Mungiovì Maria - Loverso Maria Pasqualina - Minnella Giuseppe - Camilleri Francesca - Dulcetta Filippa - Argento Vincenza - Curiale Giuseppa;
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Zone Centro e Piano Corsa: Camilleri Carmela - Camilleri Francesca - Curiale Stella - Cacciatore Giuseppina - Giglione Domenica - Argento Giuseppa - Caruana Calogera - Infantino Giuseppe - Librici Francesca - Cacciatore Francesco - Giglione Calogero - Sacco Luigia - Saverino Luigia - Costanza Elisabetta.
Per i giorni e gli orari della visita mensile agli ammalati si faccia riferimento, mese per mese, a “Nuovi sentieri per nuovi orizzonti”.
Nuove richieste di assistenza spirituale si possono indirizzare in ogni momento direttamente al Parroco o ai Ministri Straordinari della S. Comunione.
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