Luoghi

Nel territorio per abitarlo e custodirlo

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JOPPOLO GIANCAXIO 

scorcio.jpgJoppolo Giancaxio è un paese della provincia di Agrigento, dal cui capoluogo dista 15 chilometri, e si estende su una superficie di 1.910 ettari, in una zona collinare interna a 300 metri sopra il livello del mare.

Il nome Joppolo fu dato al paese in onore di Rosalia Joppolo, moglie del nobile Calogero Colonna, il quale nel 1696 fondò il borgo originario.

L’appositivo Giancaxio, invece, gli deriva da Giovanni Cascio, l’originario proprietario del territorio.

Il primo nucleo abitato fu frazione di Aragona fino al 1890, quando passò a Raffadali. Nel 1926 divenne Comune autonomo.

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CHIESA MADRE

facciata.jpgNel cuore di Joppolo sorge la Chiesa Madre, intitolata al Patrono del Paese, San Francesco di Paola.

I dati a disposizione per ricostruirne la storia sono pochi e vaghi. Si sa per certo che già nel 1748 a essa erano legati alcuni beni.

La Chiesa si dispone su un’unica navata con sei altari laterali e si protende verso l’altare maggiore, dove si trova la reliquia del Santissimo Sacramento.

Corona l’altare un’imponente statua lignea dell’Immacolata, circondata da due angeli in posizione orante, anche se in passato, al posto dell’Immacolata, si trovava il Santo Patrono, adesso sul primo altare a destra.

Le statue collocate sugli altari laterali raffigurano San Francesco di Paola (1° altare a destra) e la Madonna di Fatima (1° altare a sinistra), il Crocifisso e l’Addolorata (2° altare a destra) e San Giuseppe (2° altare a sinistra), Sant’Antonio Abate (3° altare a destra) e San Giovanni Battista (in una nicchia accanto al 3° altare a sinistra).

interno-3.jpgTre tele, recentemente restaurate ma di cui non si conoscono gli autori, impreziosiscono la composizione.

La prima raffigura la Beata Vergine Maria col Bambino in braccio e le Anime Purganti. Tra queste figura anche un sacerdote, riconoscibile dalla “tonsura”, che il pittore ha volutamente inserito (è l’unico che dà le spalle allo spettatore) o con un’intenzione polemica nei confronti del clero o, più verosimilmente, per chiedere preghiere anche per i sacerdoti defunti.

La seconda ritrae San Francesco di Paola e costituisce un interessante esempio di “evangelium pauperum”, in cui, attorno all’immagine principale del Santo, sono raffigurate alcune scene della sua vita.

La terza ha come soggetto Sant’Antonio Abate, di cui anticamente c’era una fortissima devozione in paese. Nel giorno della sua memoria liturgica (17 gennaio), infatti, come in tantissime altre parti del mondo, era consuetudine radunarsi per la benedizione dei campi e degli strumenti di lavoro.

Queste ultime due tele si trovano attualmente collocate ai lati dell’altare maggiore, in attesa di una più adeguata sistemazione. A breve cominceranno, infatti, dei lavori di manutenzione, per i quali la Parrocchia ha ricevuto un finanziamento pubblico dal Ministero delle Infrastrutture. Una volta apportati questi necessari interventi strutturali, poi, cominceranno altri lavori per la ristrutturazione dell’area presbiteriale.

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Nei sotterranei della Chiesa si trova un’interessante cripta, a cui si accede con una scala in muratura da una botola posta lungo il corridoio centrale. In questa stanza, che arriva davanti all’altare maggiore della parte superiore, si trovano degli essiccatoi per l’inumazione delle salme. Per molto tempo la cripta è servita anche come luogo di sepoltura.

E’ stata riportata alla luce durante i lavori di restauro della Chiesa svolti negli anni ‘90. Il Venerdì Santo del 2006 è stata riaperta ufficialmente e da allora la si utilizza per compiere i riti della Settimana Santa, nella fattispecie quelli della sepoltura del Cristo Morto.

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“FUVUREDDA”

A valle, nella zona di espansione del paese denominata c.da Piano Corsa, si trova una cappellina, detta “a Fuvuredda”, nella quale è custodita la preziosa statuina della B.V.M. del Perpetuo Soccorso, la “Madonna d’a Fuvuredda”, venerata con profonda devozione dai joppolesi residenti e da quelli emigrati.

fuvuredda.jpgLa festa della B.V.M. del Perpetuo Soccorso si svolge, con grande partecipazione di popolo, l’ultima domenica di luglio.

In questa occasione l’immagine viene solennemente traslata in Chiesa Madre la domenica precedente e riportata nella cappellina di Piano Corsa la domenica successiva.

Un apposito Comitato si occupa dell’organizzazione dei festeggiamenti, nonché della custodia e del decoro della “Fuvuredda”.

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ORATORIO NUOVO

Si trova in via Roma, a due passi dalla Chiesa Madre. E’ formato da un salone (salone “Sant’Antonio”) e da due salette (sala “Santa Lucia” e sala “San Calogero”).

E’ centro di aggregazione e sede di attività pastorali finalizzate alle varie fasce di età, con preferenza dei bambini, dei ragazzi e dei giovani.

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[Cliccare qui per visualizzare il video della Cripta in occasione della riapertura (Venerdì Santo 2006)]

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