Lettera del parroco per la Quaresima (1) - febbraio 2010
1 Febbraio 2010Carissimi,
nel cuore di questo mese, la celebrazione delle “Ceneri” introduce la comunità cristiana nel cammino della Quaresima.
Nonostante sia caratterizzato da un’indole espressamente penitenziale, questo tempo dell’anno liturgico è attraversato da una gioia misteriosa, che a volte si vede chiaramente, altre volte si intuisce appena, per poi intensificarsi nella “domenica della gioia” (la quarta, detta anticamente “Gaudete”) ed esplodere con tutta la sua forza nell’annuncio della Pasqua: la gioia di una salvezza del tutto immeritata e assolutamente gratuita, che vuole raggiungere ogni uomo e tutto l’uomo per riscattarlo da ogni schiavitù e ripristinarlo nella libertà e nella beatitudine delle origini perdute e del compimento promesso.
Lo stile del deserto, che in questo periodo viene riproposto alla Chiesa come condizione di questo riscatto integrale, porta in sé il fascino del silenzio e dell’essenziale, in cui forse talvolta si rimane da soli ma in cui anche sicuramente si può riscoprire se stessi e incontrare Dio, che nel fondo segreto della coscienza riscrive la sua legge di libertà e di amore.
Vista da questa angolatura, la Quaresima non può ridursi a un tempo di tristezza e di mortificazione, di pratiche osservate scrupolosamente per acquistare meriti davanti a Dio e gratificazioni da parte degli uomini. Al contrario, deve diventare il tempo fecondo in cui ci riappropriamo dell’identità cristiana e della dignità filiale che abbiamo ricevuto nel Battesimo e che dobbiamo esprimere in una vita tutta intrisa di amore.
Il Santo Padre, nel messaggio per la Quaresima di quest’anno, ci invita a una “sincera revisione della nostra vita” a partire dall’esigenza di giustizia che ogni uomo si porta nel cuore.
Questa giustizia, che il modo corrente di pensare ci fa definire come bisogno di assicurare a ciascuno il “suo”, nell’annuncio cristiano — ci ricorda il Papa — acquista un significato molto più profondo. Essa diventa capacità di «accettare di aver bisogno che un Altro mi liberi dal “mio”, per darmi gratuitamente il “suo”».
La giustizia, dono di Gesù crocifisso e risorto, a cui dobbiamo prepararci con questa Quaresima è, dunque, gratuità nel ricevere e nel donare, libertà nell’amare e nell’essere amati. Essa si può accogliere solo mediante una rinuncia esplicita all’egoismo, «strana forza di gravità che porta [l’uomo] a ripiegarsi su se stesso, ad affermarsi sopra e contro gli altri». Consiste nello sforzo di ristabilire l’equilibrio e l’armonia della creazione turbati dal peccato originale, in cui l’uomo e la donna «hanno sostituito alla logica del confidare nell’Amore quella del sospetto e della competizione; alla logica del ricevere, dell’attendere fiducioso dall’Altro, quella ansiosa dell’afferrare e del fare da sé».
In linea con questi preziosi suggerimenti, le indicazioni del piano pastorale parrocchiale ci aiutano a riscoprire il coraggio della verità: per vincere ogni ipocrisia e crescere nell’umiltà e nella sincerità; per accettare i nostri limiti e riconoscere i nostri sbagli; per rinunciare alle nostre pretese e dimenticare ogni torto subìto.
In questa direzione il Signore guidi i nostri passi.
Scritto da Parrocchia San Francesco di Paola - Joppolo Giancaxio (AG)