Lettera del parroco - gennaio 2010

1 Gennaio 2010

Carissimi,

il tempo che passa ci racconta la povertà e la ricchezza della creazione, la quale, fra i gemiti e le sofferenze di un parto ideale, aspetta con ansia una nuova nascita.

Nella forza dello Spirito di Dio che abita in noi e che viene in aiuto alla nostra debolezza, questa rigenerazione dell’intera creazione è sperimentata e invocata come riscatto integrale dell’uomo, tanto nella dimensione spirituale quanto in quella corporea. Secondo il disegno di Dio, infatti, l’uomo è stato creato per partecipare alla vita divina e se, da un lato, deve fare i conti con la precarietà della sua esistenza creaturale, dall’altro sa di avere una possibilità sempre nuova di redenzione e di salvezza che si compiono nella speranza.

La speranza cristiana, nella quale già siamo stati salvati, consiste propriamente nel tentativo, a un tempo umano e divino, di riconquistare la dignità, la libertà e la felicità, perdute a causa degli istinti della natura ferita dal peccato e sempre promesse alla stessa natura risanata dalla Grazia (cf. Rm 8).

Questa tensione di povertà e ricchezza, avvertita in ogni istante del tempo che passa, si fa sentire inevitabilmente con una forza maggiore all’inizio di un un nuovo anno solare. Il ritorno ciclico dei ritmi della natura e dell’alternarsi delle stagioni ci ricorda, da una parte, che possiamo ricominciare da capo; dall’altro, ci permette di scrivere una storia nuova ripercorrendo il cammino di sempre con la saggezza maturata dall’esperienza di ciò che si è già vissuto.

All’inizio di un nuovo anno, pertanto, la memoria del passato si coniuga con la sfida del futuro e il presente dell’esistenza umana si colora di una speranza nuova di vita e di bene.

La comunità cristiana, nella luce del Verbo che si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi per rivelarci il Dio invisibile e per darci il potere di diventare suoi figli (cf. Gv 1), è chiamata a vivere l’inizio del nuovo anno nel segno speciale della benedizione. E di benedizioni il popolo di Dio conosce dai tempi più antichi tre forme distinte.

La prima benedizione è quella che discende da Dio e raggiunge l’uomo e il mondo in forma di provvidenza. La seconda è quella che nasce nel cuore dell’uomo e sale verso Dio in forma di gratitudine. La terza è quella che parte dall’uomo e giunge a ogni altro uomo, figlio dello stesso Padre e fratello in Cristo nella forza dello Spirito Santo, in forma di condivisione e di solidarietà.

Cominciare un nuovo anno nel segno della benedizione significa riscoprire questo triplice legame per cui tutto è grazia e, in quanto tale, va accolto con speranza dalle mani di Dio, riconsegnato a Lui  con fede, condiviso in carità con tutti.

In questa prospettiva si collocano la Giornata mondiale per la pace, che apre questo nuovo anno e ci impegna a riscoprire l’interdipendenza tra tutti gli uomini e con il creato, e la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, che costituisce l’evento ecclesiale più significativo di questo mese e ci impegna a ripartire dalla fede comune di tutti i credenti in Cristo (vedi pagina seguente).

Con l’augurio di ogni bene per il nuovo anno, Vi benedico di cuore nel nome del Signore e Vi affido a Maria, Madre di Dio, della Chiesa e di ogni uomo.


Bad Behavior has blocked 1996 access attempts in the last 7 days.

Chiudi
Invia e-mail